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Green Pass FAQ : Domande e risposte sul controllo del Green Pass in Azienda

Green Pass FAQ : Domande e risposte sul controllo del Green Pass in Azienda

Visti gli ultimi aggiornamenti della vigente normativa sul controllo obbligatorio del Green Pass in Azienda, abbiamo deciso di stilare una serie di domande/risposte a riguardo:

Quali sono le differenze tra il Green Pass di Base, Rafforzato e Booster?

Green pass base: si ottiene oltre che con la vaccinazione e la guarigione, anche con test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo.

Green pass rafforzato o Super Green Pass: si ottiene solo tramite vaccinazione o guarigione.

Green pass booster: si ottiene con somministrazione della dose di richiamo, successiva al completamento del ciclo vaccinale primario (terza dose).

Quando viene revocato il green pass?

Oltre alle diverse scadenze indicate nell’Allegato B del DPCM 17 giugno 2021, il green pass sarà revocato in caso di positività al SARS-CoV-2. Trasmettere l’informazione alla piattaforma del Ministero della Salute è competenza del medico generico, del Servizio Sanitario Regionale, di un pediatra di libera scelta o di altri servizi territoriali per l’assistenza sanitaria. La piattaforma genererà una revoca delle certificazioni verdi ancora in corso di validità che sarà comunicata sia al Gateway europeo che al diretto interessato.

Come ottenere e scaricare il green pass?

Esistono diverse modalità per ottenere in autonomia e con facilità il proprio green pass. Il Ministero della Salute consente il rilascio del documento sia in formato cartaceo che digitale attraverso vari canali:

  • piattaforma nazionale Digital Green Certificate (utilizzando lo SPID o CIE, tessera sanitaria o documento d’identità);
  • Fascicolo Sanitario Elettronico (con accesso diretto) generato dalla propria regione di assistenza;
  • App Immuni;
  • App IO;
  • Sistema Tessera Sanitaria (per il tramite di un medico generale, pediatra di libera scelta, farmacista o altri medici delle aziende sanitarie, USMAF, SASN autorizzati alle funzionalità del Sistema TS).

Quanto dura il green pass?

Secondo l’ultima normativa che entrerà in vigore il 1 Febbraio la durata del Green Pass sarà:

  • 6 mesi con completa vaccinazione;
  • 6 mesi con avvenuta guarigione;
  • 6 mesi con dose booster;
  •  48 ore con il test antigienico rapido e 72 ore con test molecolare certificazioni attestanti l’esito negativo ad un Covid Test.

Quale tampone è necessario per il green pass?

Ai fini del rilascio del green pass sono validi solamente i tamponi molecolari e i tamponi antigienici rapidi.

A quali soggetti non è richiesto il green pass?

Non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.

Chi controlla il green pass dell’incaricato ai controlli? E chi quello dei datori di lavoro?

Il green pass dell’incaricato ai controlli , in quanto lavoratore dell’azienda, anche sulla base di contratti esterni, dovrà essere controllato dal datore di lavoro.

Per quanto riguarda, invece, la verifica del green pass del titolare dell’azienda, come chiarito dalle Faq del Governo, il controllo deve essere effettuato dal soggetto incaricato ai controlli all’interno dell’azienda.

Chi controlla il libero professionista?

Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dall’addetto preposto al controllo del Green Pass.

Il datore di lavoro deve tenere traccia scritta dello svolgimento dei controlli? Ad esempio un registro con nominativi e data del controllo?

Non si ravvisano criticità, dal punto di vista della normativa sulla privacy, alla tenuta di un registro con gli elementi essenziali come nominativo del lavoratore ed esito verifica del green pass.

Questo trattamento non potrà, in alcun modo, tenere traccia della scadenza della certificazione verde e altri dati sensibili.

Il datore di lavoro deve controllare anche dipendenti di un’azienda esterna, come ditte di pulizia, che lavorano nel suo locale?

. I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni anche per tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, nei luoghi dove si svolge la stessa attività , anche sulla base di contratti esterni come normalmente avviene nel caso delle attività di pulizia.

Quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta gli obblighi di legge?

Al datore di lavoro, il Prefetto dispone una sanzione da 400 a 1.000 euro se non ottemperano all’obbligo di verifica;

Al lavoratore, invece, il Prefetto dispone una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso in cui non accede al luogo di lavoro senza possedere ed esibire il green pass.

Anche i clienti devono essere controllati all’ingresso di un attività commerciale?

“No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Il datore di lavoro è tenuto a consegnare ai dipendenti un’informativa circa l’obbligo di possesso della certificazione verde COVID-19?

Il decreto non prevede un obbligo di informativa ai dipendenti, anche se è opportuno prevedere una modalità di informazione agli stessi ad es. tramite comunicazione diretta agli stessi, ordine di servizio, affissione in bacheca etc. e inserirla nelle procedure organizzative individuate dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro deve predisporre dei registri in cui si attesti di aver svolto l’attività di verifica del green pass, o basta redigere un protocollo aziendale in cui specificare le modalità di verifica adottate?

No. È sufficiente che le modalità di verifica a cui attenersi giornalmente vengano riportate nel protocollo aziendale.

Il possesso del green pass da parte dei dipendenti va verificato a campione o bisogna controllare tutti coloro che accedono sul posto di lavoro?

I controlli in azienda possono essere condotti a campione; pertanto, non tutti i lavoratori sono verificati ogni giorno. Ciò non toglie che il datore di lavoro può stabilire nel protocollo aziendale di effettuare un controllo giornaliero a tutti i lavoratori che entrano in Azienda.

In caso di dubbio sull’identità della persona che esibisce il GP, il datore di lavoro, o suo incaricato, può richiedere a tale persona di esibire un documento?

Il preposto addetto al controllo del GP all’atto della verifica può richiedere l’esibizione di un documento di identità.

Nell’ambito di un’attività lavorativa nel settore privato, il possesso e l’esibizione del green pass è d’obbligo anche in zone all’aperto, oltre che al chiuso?

Per quanto riguarda il perimetro aziendale si ritiene opportuno individuarlo con accezione estensiva, non limitandolo ai luoghi chiusi ma includendo ad esempio aree utilizzate per il deposito dei materiali o a cui accedono fornitori esterni.

Come deve comportarsi il datore di lavoro nel caso in cui i dipendenti non transitino nella sede di lavoro ma operino direttamente presso gli appalti che ha il datore di lavoro?

Il datore di lavoro deve preventivamente accertarsi del possesso del green pass da parte dei lavoratori, e sarà poi il datore di lavoro committente a fare una ulteriore verifica.

Cosa accade se si scopre di essere positivi mentre la propria certificazione verde è in corso di validità?

In caso di positività riscontrata di un soggetto in possesso di Green Pass valido, il sistema Tessera Sanitaria comunica la positività alla Piattaforma nazionale-DGC e al Gateway europeo, revocando così la certificazione verde in corso. La notizia della revoca viene inviata, poi, al soggetto risultato positivo e sarà annullata in automatico a seguito dell’emissione successiva di certificazione verde per avvenuta guarigione.

Il datore di lavoro, pur non accedendo ai luoghi di lavoro ma delegando ai suoi dipendenti, è tenuto a possedere la certificazione verde?

. È difficilmente ipotizzabile il caso di un datore di lavoro che non acceda mai al proprio luogo di lavoro delegando tutto ai suoi dipendenti, anche perché dovrà interagire con eventuali suoi clienti o collaboratori e si ritiene pertanto necessario il green pass. Non va dimenticato, inoltre, che lo scopo del provvedimento è quello della tutela della salute pubblica e conseguentemente incentivare il più possibile la vaccinazione.

Dal 15 Febbraio sarà obbligatorio il Green Pass rafforzato (o Super Green Pass) per tutti i dipendenti del settore privato?

No. Dal 15 Febbraio sarà obbligatorio mostrare il Green Pass rafforzato solo per i dipendenti Over 50. Per tutti gli altri dipendenti sarà richiesto il Green Pass di base come stabilito nel precedente DPCM.

Se in Azienda è presente un dipendente over 50 che non si è vaccinato ed è appena guarito dal Covid, potrà continuare a lavorare?

Si. In caso di guarigione dal Covid , il dipendente otterrà un Green pass Rafforzato e potrà tranquillamente entrare in Azienda.

Se l’addetto al controllo Green Pass dovesse risultare positivo, è necessario rifare la nomina ad un altro dipendente?

Si. In caso di positività dell’addetto al controllo l’incarico sarà automaticamente passato al datore di lavoro, a meno che non venga nominato un nuovo dipendente preposto addetto al controllo.

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