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Ministero del Lavoro: Interpello n. 3/2025 – Rilascio del DURC e nozione di “scostamento non grave”

Ministero del Lavoro: Interpello n. 3/2025 – Rilascio del DURC e nozione di “scostamento non grave”

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’interpello n. 3 del 13 ottobre 2025, fornendo un importante chiarimento in risposta a un quesito presentato da ANPIT (Associazione Nazionale per Industria e Terziario).

L’intervento riguarda l’interpretazione della nozione di “scostamento non grave” prevista dall’art. 3, comma 3, del D.M. 30 gennaio 2015.
In particolare, il quesito chiedeva se – nei casi in cui le posizioni debitorie verso gli enti previdenziali derivino unicamente da accessori di legge (come sanzioni o interessi) e non da reali omissioni contributive, in quanto già regolarizzate – l’ente previdenziale debba comunque rilasciare un DURC regolare, riservandosi eventualmente di recuperare le somme dovute attraverso gli strumenti coattivi previsti dalla normativa. Analizziamo nello specifico.

Di cosa si tratta

In pratica, il decreto prevede che, se un’impresa presenta qualche irregolarità nei versamenti contributivi, riceve una comunicazione e ha 15 giorni di tempo per mettersi in regola.
Se lo fa entro questo termine, il DURC risulta “regolare” e può essere usato per appalti, agevolazioni e altri adempimenti.

Il dubbio sollevato con l’interpello era il seguente:

“Cosa succede se l’impresa regolarizza la sua posizione dopo i 15 giorni, ma prima che venga fatta una nuova verifica? Il DURC può comunque essere considerato valido?”

Il Ministero è stato molto chiaro: no, il termine dei 15 giorni è perentorio.
Significa che, se l’impresa non regolarizza la sua posizione entro quel tempo, il DURC risulta irregolare, e non può essere considerato valido, neanche se il pagamento o la correzione vengono effettuati poco dopo.

In sostanza, il DURC non può “tornare regolare” in automatico: sarà necessario attendere una nuova verifica per ottenere un nuovo documento aggiornato, ma senza effetti retroattivi.

Cosa cambia per le imprese

Questo chiarimento è molto importante per aziende, consulenti del lavoro e professionisti che operano nel campo degli appalti o dei benefici contributivi.

Significa che:

  • le imprese devono tenere sempre sotto controllo la propria posizione contributiva;
  • eventuali irregolarità devono essere risolte subito, entro i 15 giorni indicati nella comunicazione;
  • se si perde il termine, il DURC risulterà irregolare fino a una nuova verifica, anche se la regolarizzazione è avvenuta poco dopo.

Per chi partecipa a gare pubbliche o usufruisce di incentivi, questo può fare la differenza tra poter lavorare o essere esclusi da un appalto.

Perché è importante

Il DURC serve a garantire che tutte le imprese rispettino le stesse regole in materia di contributi e tutela dei lavoratori.
Il Ministero, con questo interpello, ha voluto ribadire un principio chiaro: la regolarità contributiva deve essere effettiva e tempestiva, non solo formale.

Rispettare i termini e mantenere la propria posizione aggiornata non è solo un obbligo di legge, ma anche un segno di correttezza e affidabilità verso clienti, dipendenti e pubblica amministrazione.

In sintesi

  • Le imprese hanno 15 giorni per regolarizzare eventuali irregolarità segnalate nel DURC.
  • Se il termine non viene rispettato, il DURC è irregolare.
  • La regolarizzazione successiva non ha effetto retroattivo.
  • Solo una nuova verifica può generare un nuovo DURC regolare.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare l’interpello qui: interpello-4-del-17-ottobre-2025

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